numero verde antisuicidio
2:12 am Settembre 9th, 2011“Telecom Italia, siamo spiacenti di informarla che il numero selezionate è inesistente”.
Grazie, avevo giusto bisogno di una conferma.
“Telecom Italia, siamo spiacenti di informarla che il numero selezionate è inesistente”.
Grazie, avevo giusto bisogno di una conferma.
Bene, dopo qualche mese di assenteismo coatto, mi sono ricordato di avere un blog e visto che si suppone che uno debba scriverci qualcosa (altrimenti che cazzo lo tiene a fare un blog) mi sono finalmente deciso a pubblicare questo mio nuovo pezzo.
Per lavoro, mio malgrado, sono costretto spesso e volentieri a passare buona parte della mia giornata in macchina, ed e’ per questo che ho deciso di stilare la mia personale categorizzazione dell’automobilista medio.
Sia ben chiaro che tutto cio’ che segue e’ frutto della mia esperienza sulla strada e se qualcuno dovesse riconoscersi in qualcuna delle categorie di seguito elencate, beh: che se ne vada affanculo, li odio tutti allo stesso modo!
L’eterno indeciso
Sembra che sia stato obbligato a mettersi in viaggio, in realtà lui non voleva. Per questa ragione vaga senza una meta precisa, azionando e togliendo le frecce direzionali assolutamente a casaccio. La cosa comica è che spesso le lampadine fanno tempo a bruciarsi senza che lui abbia mai svoltato da nessuna cazzo di parte.
E’ quello che arrivando da una strada principale, si chiede se per caso non sia più cortese dare la precedenza alle strade secondarie frenando ad ogni incrocio, ovviamente di colpo, e senza alcun preavviso. Se poi nella vostra vita precedente siete stati dei bastardi, per scontare la pena, il vostro karma vi obbligherà a ritrovare l’eterno indeciso davanti a voi in una rotonda.
Non sa mai quale sia l’uscita giusta, pertanto la percorre tutta in prima, agli 0,3 Km/h, rallentando ad ogni fottuto svincolo ignorando che anche nel malaugurato caso dovesse mai sbagliarlo, potrebbe ripercorrere nuovamente la rotonda stessa, senza per questo intasare tutto il traffico e rompere i pendagli a voi che gli state dietro.
Quando finalmente decide di fermarsi e togliersi dalla vostra strada, rallenterà a tal punto, che ad un incrocio 10 metri avanti farà tempo ad inserirsi davanti a voi, un altro eterno indeciso, cosicchè la vostra tortura possa continuare.
Il vorrei ma non posso
Degno compagno del precedente, è colui che rimane fermo agli stop dalle 2 alle 4 ore, aspettando che ci sia la distanza di sicurezza minima consigliata per immettersi (82 km di strada libera in entrambi i sensi di marcia, ndr). Quando, per esternare il vostro disappunto, gli fate esplodere almeno un timpano suonando “vaffanculo” di Masini con il vostro clacson, si decide a partire, lo farà in seconda marcia e avrà una probabilità che l’auto si spenga inversamente proporzionale alla cilindrata dell’auto stessa.
Nei sorpassi da il meglio di sè, non solo non riesce a sorpassare un fottuto trattore su un rettilineo sgombro di 4 km, ma farà in modo che nemmeno voi ci riusciate, invadendo a intervalli regolari ma casuali, la corsia di sorpasso.
Fernando Astronso
La strada è sua, voi non siete che dei fastidiosi intoppi tra lui e la sua meta di arrivo. Soffrirà ad ogni curva che non riesce ad affrontare sui cordoli per colpa vostra. Si riconosce abbastanza facilmente, è quello che faticate a vedere dallo specchietto poichè è già all’interno del vostro bagagliaio con metà muso della macchina. Macchina ovviamente con almeno 300 cavalli e un asino alla guida. Ovviamente non potrà mancare un impianto stereo da fare invidia ai Pink Floyd, ed il volume sarà tanto più alto quanto più ribassata è la vettura.
Il festaiolo
Esce solo la domenica, o alle feste comandate, anche se non ha dove andare. La sua autovettura fa in 10 anni il kilometraggio che io mi sciroppo ogni santa settimana. Considera la concentrazione alla guida, come un’intutile rottura di coglioni, per questo passa la maggior parte del tempo ad osservare tutto ciò che lo circonda, purchè non sia la strada o gli altri automobilisti. Lo si riconosce molto facilmente dalla totale assenza nell’uso degli specchietti esterni, che nella maggior parte dei casi avrà ripiegati all’interno o da quello centrale, che sarà in qualunque posizione gli consenta di NON vedere assolutamente nulla, nemmeno per un malaugurato sbaglio, di quello che gli accade dietro.
L’uso delle frecce di direzione e’ superfluo, è quel povero coglione che lo segue che deve affidarsi tarocchi per indovinare la direzione che prenderà .
La donna
….. no qui ci devo scrivere un post a parte cazzo….
Bye ![]()
Einstein l’ha avuta troppo facile.
Non si puo’ dire semplicemente che tutto e’ relativo, e’ troppo semplice, deve spiegarmi scientificamente come cazzo e’ che si interpongo due ore dal momento in cui la mia ragazza mi dice che e’ pronta a quando riusciamo finalmente ad uscire di casa.
Cioe’ lei e’ in bagno da tutto il pomeriggio, per prepararsi alla cena delle 8, io sto in mutande e canottiera sporca di sugo fino alle 19.52 e riesco ancora a dover aspettare sulla porta.
Non riesce mai a decidere cosa mettere, ha un fottuto armadio a 63 stagioni, 41 ere geologiche, e 35 settimane di ferie pagate, e passa ore intere a fissarlo a vuoto.
Ha abiti dappertutto, ogni volta che apre i cassetti c’e’ una maglietta che si catapulta fuori chiedendo pieta’ ed un appartamento piu’ grande che neanche gli immigrati stanno cosi’ stipati.
Io ho invece un guardaroba modesto, e lo sarebbe ancora di piu’ se non fosse per lei che mi obbliga a comprare capi di abbigliamento nuovi almeno ogni 6 mesi. Fosse per me vestirei con i pantaloni alla zuava e una maglietta con le frange dal 1982.
Credo di avere buon gusto nell’abbigliamento, ma ho dovuto scontrarmi con la dura realta’. C’e’ una frase terribile che aspetta dietro l’angolo ogni uomo di questa terra: “Ma esci vestito cosi’?”
Cosi’ come?
Cioe’ ho jeans che ho indossato per anni, una camicia che gli ha sempre fatto compagnia e di punto in bianco non vanno piu’ bene? Perche’?
Sono fuori moda? Fuori moda?????
Beh sai una cosa? Fino a che esisteranno i bluvertigo non potrai usare questa scusa mia cara.
E allora sei obbligato a cambiarti. Ma non e’ finita, ad ogni cambio ti senti come la tua vecchia Fiat uno all’ennesima revisione. Le gambe sono gli ammortizzatori scarichi, le scarpe i freni consumati e il sudore una fastidiosa perdita d’olio.
Fortunatamente noi uomini abbiamo imparato col tempo che in cambio di una sana ciulata giornaliera, tutto il resto passa in secondo piano.
Ma a parte questo, i pigri come me potranno approfittare della situazione:
“Amoreeeeeeeee, come mi vesto stasera??”
Ed ecco comparire ordinati sul letto i pantaloni, la maglietta, mutande, calzini, scarpe, giacca…. il tutto in due minuti netti!
Ma allora riesci a prendere una decisione in tempi brevi!
Invece no, e’ ancora li che decide come vestirsi.
Gonna, no pantaloni.
Maglietta, no top.
Scarpe col tacco, no zatteroni.
Quando finalmente ha deciso, i miei peli pubici fanno la ola.
Con la scusa che gli arieti hanno la testa dura li hanno usati per anni per sfondare le porte.
Ora che ne hanno le palle piene, le bestie sperano che li useranno per qualcosa di piu’ divertente.
Avete presente quelle giornate in cui sarebbe meglio non uscire dal letto?
Beh oggi non solo era meglio se non uscivo dal letto ma avrei dovuto anche trovare un modo per tornare indietro nel tempo e rimettere a posto alcune cosucce.
Ho ricevuto qualche cartella esattoriale, semplicemente la riscossione tributi mi chiede di pagare 50.000 Euro entro 60 giorni, manco fossi un tassista o un avvocato.
Vi domanderete se per caso ci sia un errore, beh e’ quello che mi sto domandando anche io, e per cui dovro’ indagare per i giorni a seguire.
Molti di voi non sanno che una decina di anni fa ho avuto la brillante idea di formare una societa’ (snc -> Sei Nella Cacca) con un individuo mentalmente menomato, un pelo imbecille e stronzo quanto basta per crearmi il piu’ grosso mal di testa della mia vita, che dura oramai da quando avevo 20 anni.
Siccome non posso fare nomi, indicheremo gentilmente questa persona con il nomignolo ” ‘uomo’ snaturato, menomato, un pelo imbecille e stronzo quanto basta” abbreviato in FDP.
FDP, colui il quale prendeva le decisioni visto che io all’epoca avevo vent’anni, ha pensato che non pagare IVA, INPS, INAIL e tributi fosse una cosa intelligente. Altrettanto intelligentemente ha fatto in modo da risultare nullatenente e disoccupato quando l’agenzia delle entrate si e’ travestita da vibratore.
Fortunatamente sono una persona di spirito, e l’alcolismo per me non ha segreti, quindi mi riprendero’ anche da questa batosta in compagnia dei miei due amici Jack e Daniel.
Ora, visto che io sono tendenzialmente una persona pacifista, chi si offre volontario per fare un discorsetto da uomo a pungiball con FDP?
Nonostante siano gia’ 3 giorni che non compare nulla di nuovo sul blog, sappiate che io vi osservo, e fino a che non riderete alle battute non postero’ piu’ niente.
Seriamente, ho qualche colpo in canna da sistemare prima di postarlo e sono un po’ impegnato in altre attivita’ (tipo lavorare quando capita: disdetta), quindi portate pazienza, che prima o poi comparira’ qualche pezzo nuovo. [1]
[1] A meno che non ci sia qualcuno disposto a pagarmi profumatamente per scrivere cazzate 24 ore su 24, in tal caso vi prego di contattarmi al piu’ presto che ho la sensazione che moriro’ giovane (la polizza vita che mi ha appena fatto firmare la mia ragazza e la comparsa di questo calendario in casa non mi tranquillizzano in tal senso)
Ho deciso di inaugurare una nuova sezione con aggiornamento mensile (spero), dove compariranno le mie esimie creazioni sonore, apprezzate in tutto il globo terracqueo.
Cominciamo con la prima.
Devo premettere che il contenuto della canzone non rispecchia in alcun modo il mio modo di essere, anzi, ma mi piaceva l’idea di esasperare la visione di una persona sostanzialmente razzista.
Per tutti quelli che avessero da obiettare per il testo sicuramente offensivo, possono contattare il mio avvocato che rispondera’ sostanzialmente che mi potete anche fare causa che tanto non c’ho una lira, pardon, un euro.
Ascolta:
PRENDI LEGNATE
Son per strada e sento puzza e odore
non capisco cos’e’ sto fetore
poi mi volto e vedo l’albanese
mi avvicino senza troppe offese
Prendi legnate
calci sui denti a vagonate
poi randellate
hai perso un dente
un marocchino con la pezza in mano
sta arrivando da cosi’ lontano
si avvicina per lavarmi il vetro
due secondi e gli son gia di dietro
Prendi legnate
calci sui denti a vagonate
poi randellate
hai perso un dente
Ho pestato anche un terrone
un negro albino e un mucchio di puttane
le ho pestate senza mai un lamento
le ho pestate per divertimento
Mi diverto a usare il trattore
una strage in sole poche ore
il campo nomadi e’ un appuntamento
lo rado al suolo e sono piu’ contento
Prendi legnate
calci sui denti a vagonate
poi randellate
hai perso un dente
Prendi legnate
calci sui denti a vagonate
poi randellate
hai perso un dente
Ascolta:
Convivo da un anno, un’esperienza fantastica e straordinaria da condividere con quante piu’ donne in contemporanea e’ possibile.
Con la convivenza pero’ sopraggiungono i primi problemi logistici legati alla totale incompatibilita’ tra uomo e donna, ma l’argomento e’ stato piu’ volte dibattuto, l’unica cosa che mi sento di aggiungere e’ che e’ proprio la totale assenza di punti d’incontro che permette la vita di coppia, dove finisce l’uno comincia l’altra.
L’uno il complemento dell’altra, in una sorta di IKEA dei sentimenti.
Ci sono pero’ delle situazioni da evitare accuratamente, che cerchero’ di esporre in piu’ post, una delle quali e’ il guardare film assieme.
Cominciando dalla scelta del film affiorano gia’ le prime divergenze: per me un film non deve rispecchiare la realta’, ne ho gia’ piene le scatole di situazioni fin troppo reali, ogni giorno mi sembra di vivere in un film di Mel Brooks.
Un esempio su tutti: nei film, a mio avviso, le persone devono morire solo per esplosioni, catastrofi, sparatorie, virus letali, zombies, vampiri, alieni o al massimo per un mix delle situazioni precedenti, il tutto nei titoli di testa.
Posso tuttavia tollerare, se proprio costretto, morti per infarto ma solo se provocate da chiare situazioni sessualmente appaganti.
In nessun caso si puo’ tollerare una morte di vecchiaia o malattia, salvo che nel medesimo istante non ci siano una o piu’ donne nude presenti sullo schermo, eccheccazzo.
Ma le donne no, non apprezzano, e ti obbligano a guardare cose come L’ultimo bacio, un film talmente noioso che al cinema, col biglietto, avrebbero dovuto distribuire anche la settimana enigmistica assieme ad una pila portatile.
Che poi in ogni caso le donne vanno al cinema soltanto per i protagonisti maschili, sbattendosene allegramente della trama.
Cioe’ potrebbe passare qualunque castroneria cinematografica, purche’ ci siano un Di Caprio, Banderas o Bradd Pitt. L’A-team sarebbe diventato il telefilm culto delle teenagers, con abbondante effetto lumaca al seguito [1] se solo fosse stato interpretato da Sean Connery.
La mia ragazza e’ abbastanza anomala da questo punto di vista: normalmente si addormenta a prescindere dal gradimento, dal genere, dagli attori della la pellicola.
Fortunatamente non russa, pero’ ha trovato un modo molto piu’ sottile per minare la mia gia’ fragile sensibilita’ testicolare.
E’ vero che si addormenta, ma non per tutto il film. Ha la capacita’ innata (qualunque sia la durata della proiezione) di svegliarsi esattamente negli ultimi 10 minuti, piu’ precisamente nella scena finale del film.
La cosa di per se non sarebbe fastidiosa, ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di una donna, pertanto appena risvegliata, quando ancora non ha la completa padronanza delle funzioni comunicative, chiede immediatamente un riassunto di quanto successo nelle due ore precedenti come se fosse la cosa piu’ normale di questo mondo.
Ma non e’ sempre cosi’, a volte riesce a rimanere sveglia quanto basta per sognare una vita da eterno single con solo il proprio cane (creato geneticamente privo di ogni funzione nutrizionale e defecativa, se si sogna meglio farlo bene, sarebbe un cane perfetto) a farci compagnia.
Dico questo perche’, poiche’ sveglia, la donna ha questo strano meccanismo che la induce a fare qualcosa, qualunque cosa, purche’ sia rumorosa. Non ne puo’ fare a meno.
Cosi’ noi ci ritroveremo nel disperato tentativo di cogliere l’essenza del nostro film preferito, mentre lei passera’ con la scopa ruotante (vi assicuro che ruota molto piu’ dei miei zebedei) a 110 db in ogni piu’ recondito pertugio della casa.
E se non stara’ pulendo avra’ questo istinto primordiale che la costringe a intrattenere una conversazione su un argomento qualunque solo nelle scene parlate del film, snobbando accuratamente qualunque parte priva di dialogo nelle quali rimarra’ (ci potete scommettere) in rigoroso silenzio.
Ma non e’ finita, nel recondito caso in cui una delle sopracitate condizioni non si verifichera’, allora sentira’ nascere in se la voglia di spiluccare qualcosa (una brioches, un cioccolatino o un cinghiale vivo e’ indifferente), ma state pur certi che la cosa di cui ha una voglia irrefrenabile si trovera’ esattamente in un posto che la obblighera’ a stare per delle intere ere geologiche davanti al televisore.
Concludendo non riesco ancora a spiegarmi come riesca a trattenermi dallo sperimentare i piu’ terribili strumenti di tortura su di lei, anche se credo che il fatto che me la dia tutte le sere influisca in qualche modo.
[1] Non fatemi spiegare cosa sia l’effetto lumaca, diventerei scurrile. Immaginate solo una donna in fase avanzata di eccitamento alla quale sono state asportate le gambe.

Come ad ogni avventura mondiale si diventa tutti tecnici, allenatori, commentatori.
Io non mi riconosco in nessuna delle tre categorie ma, nonostante cio’, cerchero’ del fare del mio meglio in modo da rendermi ridicolo almeno quanto Maurizio Mosca, scrivendo un commento sulla partita.
Lippi appare teso fino dai primi minuti, in effetti sbaglia tattica e inserisce in formazione un tifoso ubriaco con la maglia numero 10.
Il nostro regista tocca in tutto il primo tempo 4 palle, due delle quali sono le sue.
Al settimo minuto il primo tragico scontro con la realta’: Materazzi commette un fallo di simulazione, ovvero simula di voler azzoppare Malouda (che il prossimo mondiale lo gareggera’ per la nazionale di tuffi) salvo ripensarci all’ultimo momento, ma l’arbitro voleva provare il fischietto nuovo e concede ugualmente il rigore.
Zidane dal dischetto si crede Totti e, invece che diventare immediatamente un uomo senza senso, tira a cucchiaio, il pallone attonito tenta il suicidio sulla traversa e rimbalza nella porta di Buffon, fino a quel momento battuto soltanto da Zancardo che non giochera’ mai piu’ una partita di calcio nella propria area di rigore. Per legge.
In precedenza, dopo soli 2 minuti di gioco Henry si scontra con l’uomo bionico Cannavaro e rimedia una discreta commozione cerebrale, ma il solo contatto con il nostro capitano, dopo una prima fase di transizione, lo eccita a tal punto che per il resto della partita, fino alla sostituzione, correra’ neanche avesse un peperoncino calabrese infilato nel culo (e non parlo di Gattuso).
Al 19′ Pirla, rimette la vocale giusta al proprio cognome e si ricorda che da piccolo gli hanno insegnato a battere le punizioni, catapultando un pallone sulla testa d’oro di Materazzi che all’urlo di “c’est bon le tartufon” insacca di testa riportando i tifosi ad un livello di sudorazione che non comprometta lo strato terrestre di ozono.
Per i restanti minuti i nostri giocatori chiudono i contratti con le squadre estere per la prossima stagione, mentre Ringhio Gattuso marca, sia a zona che a uomo, tutti i giocatori della Francia tentando anche qualche assist a se stesso, insultandosi piu’ volte per averlo sbagliato.
Riesce anche a completare finalmente la sua collezione di orecchie umane.
Al 36′ Pirlo viene richiamato dagli spogliatoi, in cui si e’ infilato di nascosto per fare lingua in bocca sotto la doccia con una tifosa straniera, per tirare un calcio d’angolo.
La palla capita sulla testa di Toni che ha venduto al mercato nero la propria anima e tutto il suo talento per un contratto migliore, che spara direttamente sulla traversa. Viene deriso da un fotografo che verra’ cucinato a fine partita per nutrire Gattuso.
Fine primo tempo.
Nel secondo tempo l’italia subaffitta la propria area di rigore ai francesi, lasciandoli liberi di fare un po’ quel cazzo che gli pare. Lippi si accorge finalmente che Totti e Perrotta in realta’ stanno giocando a scopone scientifico a bordo campo e li sostituisce con De Rossi e Iaquinta, che chiedono chi stava facendo mazzo, e prendono degnamente il loro posto.
Al 17′ ci viene annullato un gol di Toni per fuorigioco, in quanto i francesi con una supponeza fastidiosa, hanno allestito una gara di tuffi nella nostra area di rigore. Buffon, data la tipologia della nazionale avversaria, punta tutto cio’ che ha sul nero.
Al 35′ Zidane lamenta un forte dolore alla spalla destra, asportata all’uopo da Cannavaro, e chiede di essere sostituito, il suo allenatore gli ricorda che il giuoco del calcio si gioca con i piedi e lo manda a fare in culo.
Ennesima sostituzione per l’Italia che manda in campo Del Piero, decisivo quanto un magistrato italiano, al posto di Camoranesi. La situazione non migliora, se non per la minor quantita’ di capelli sparsi per il terreno di gioco.
Fine secondo tempo.
I tempi supplementari si svolgono all’insegna della Francia.
Ribery, vincitore del premio sudore piu’ denso del mondiale, tenta piu’ volte di bucare la nostra difesa, perdendo in rapida successione (grazie a Cannavaro e Materazzi): una caviglia, due denti, i peli del petto e la dignita’.
Viene poi sostituito da Trezeguet che si bulla di lui dicendgli: “je suis le tartufon”.
Al 14′ Buffon para col dito medio alzato un inforcata di Zidane che comincia a covare rancore.
Rancore che sfoga al 4′ del secondo tempo supplementare, tirando una craniata a Materazzi, e venendo espulso e arrestato per violenza sugli animali.
Pare che l’episodio sia stato innescato da Materazzi con la frase : “c’est bon le tartufon”
Nonostante la superiorita’ numerica il risultato non si sblocca e appare sempre piu’ vicina la lotteria dei rigori.
Buffon sentendo la parola lotteria, chiama il suo broker e chiede le quotazioni.
Nei calci di rigore finalmente i nostri giocatori si ricordano del premio partita e inforcano uno dietro l’altro con tiri da antologia.
Finalmente viene svelato il perche’ non venisse mai schierato Trezeguet, che si rende ridicolo tentando di emulare Zidane ma spedendo la palla prima sulla traversa e poi fuori dalla linea di porta. Era meglio se provava con una testata pure lui.
Siamo campioni del mondo.
Questo era un post dovuto, come non dire qualcosa a riguardo?
Io sono un tifoso olimpionico, ovvero lo divento una volta ogni quattro anni, per il restante del tempo considero il calcio piu’ o meno quanto considero interessante il percorso del bolo intestinale.
Ma non per lo sport in se, ma per tutto il contorno, e per gli immensi danni che porta al genere umano.
Ma li avete visti i tifosi nelle interviste?
Non una cazzo di frase di senso compiuto, parlano a cori.
Cioe’ tu gli chiedi un’opinione e loro attaccano: “ooooh oooohhh vinceremo oooh oohhhhhh”.
Il quoziente intellettivo di un lichene.
Ma che poi, e’ mai possibile che i cori da stadio vadano tutti cantati con la stessa intonazione di voce? Nel paese del bel canto?
Potete prendere mille tifosi e avere mille fotocopie del timbro, roba da estirpargli le corde vocali e con quelle fargli un nodo intorno allo scroto per favorire Darwin e l’evoluzione.
Ma poi, vinceremo?? Vinceremo chi??? I tifosi???
Il tifoso medio e’ un agglomerato di grassi saturi e colesterolo, la cui massima attivita’ sportiva consiste nell’alzarsi dal divano per aprire un’altra birra.
Altro che calcio, calci in culo fino a che non imparano che la distruzione di stadi, cassonetti, auto, panchine e quant’altro non e’ propriamente una dimostrazione di forza, soprattutto quando riusciro’ finalmente a imporre il referendum per la liberalizzazione dei fucili di precisione obbligatori sui tetti dei palazzi.
Una menzione d’onore va a “calciopoli” che ci ha finalmente dimostrato la totale infondatezza dell’associazione arbito=cornuto.
Non vorrete mica farmi credere che se uno si vende una partita, per un orologio o una macchina, la puttana e’ la moglie vero?
Questa sera la finale del mondiale, con birra e 16:9 e rigorosamente seguita con il commento della Gialappa’s Band (per chi non ha Sky, li trovate sulle frequenze di radio 2) e per una volta ancora dimentichero’ di non essere amante del calcio urlando:
Forza I… ehm Nazionale Italiana ohhh ohhhhh